Assonanze a proposito del pericolo (kiken)

«Non c’è nulla che non si possa portare a compimento con il coraggio che scaturisce dalla disperazione. Anche il maestro Dôgen ha affermato la stessa cosa nello Shôbô genzô zuimon-ki:

“Quando un uomo cade da cavallo, fino al momento in cui tocca terra pensa rapidamente, nella concentrazione di quel breve lasso di tempo. Si dovrebbe vivere ogni giorno e ogni ora con lo stesso stato d’animo”.

In quel fugace intervallo di attimi che intercorre tra la caduta da cavallo e il momento in cui il corpo raggiunge il suolo non c’è tempo per pensare al superfluo. Ogni conoscenza ed esperienza diventano inutili, e non si ha tempo nemmeno per i sogni a occhi aperti o per rimproverarsi. Quando si fronteggia una questione decisiva, di vita o di morte, tutto dipende dalla nostra prontezza. Il maestro Dôgen diceva che dovremmo vivere la nostra intera esistenza in questo stato di vigile attenzione».

                                                              Aoyama Shundo, La voce del fiume.

Il pericolo estremo ha sull’anima una potenza così terribile quanto quella dei più potenti reattivi sul corpo. È una pila di Volta morale. Forse non è lontano il giorno in cui si scoprirà che il sentimento si condensa chimicamente in un fluido, quasi simile a quello dell’elettricità.

                                  Honoré del Balzac, L’ultima incarnazione di Vautrin.

Se ti è mai capitato di trovarti in una situazione di emergenza tra la vita e la morte, saprai che non si è trattato di un problema. La mente non ha avuto tempo da perdere nel trasformare quella situazione in un problema. In una situazione davvero pericolosa, la mente si ferma; diventi completamente presente nell’Adesso, e prende il sopravvento qualcosa di infinitamente più potente. Ecco perché spesso si sente dire di persone comuni che improvvisamente sono state capaci di atti incredibilmente coraggiosi. In qualsiasi emergenza, o si sopravvive oppure no. In entrambi i casi non si tratta di un problema.

[…]

Gran parte di ciò che le persone dicono, pensano o fanno in realtà è motivata dalla paura, che ovviamente è legata al fatto di concentrarsi sul futuro e di non essere in contatto con l’Adesso. Dal momento che nell’Adesso non esistono problemi, non c’è nemmeno la paura.

Nel caso in cui ora si presentasse una situazione da gestire, le tue azioni sarebbero lucide e incisive se derivassero dalla consapevolezza del presente. Con ogni probabilità sarebbero anche più efficaci. Non rappresenterebbero una reazione sorta dal condizionamento passato della tua mente, bensì una reazione intuitiva alla situazione.

[…]

In definitiva significa rendersi conto che i problemi non esistono. Sono solo situazioni, da affrontare adesso o da lasciar stare e da accettare come parte della manifestazione del presente, finché non cambiano o non possono essere gestite.

                                                                Eckhart Tolle , Il potere di Adesso.

La vita elementare degli esseri tutti, senza eccezione, è retta dal profondo da una Forza primordiale. La natura di questa forza è brama: un appetito che non ha mai soddisfazione, un abbattersi che non conosce termine, irresistibile necessità e cieco, selvaggio volere.

Divenire, trasformazione disordinata caotica, incoercibile flusso –  generazione-distruzione, attrazione-repulsione, terrore-desiderio, formazione-dissolvimento composte in una mescolanza ignea senza riposo sono l’essenza di questa primordiale cosmica natura.

Come una meraviglia e come uno spavento ne parlarono i Saggi. Così la chiamarono: Fuoco universale e vivente,  ὕλη (ylé), Drago verde, Quintessenza, Sostanza prima, Grande agente magico, principio dell’opera universa, ed è anche il principio della loro “Grande Opera”; perché uno stesso è il Magistero della Creazione ed il Magistero con cui, secondo l’Arte, l’uomo costruisce se stesso.

Sappi dunque che la Vita della tuta vita è in Lei. Spiala.

Essa si palesa, ad esempio, in tutti i momenti di sùbito pericolo.

Sia la velocità di un’auto su di te, distratto nella via. Sia il venir meno del terreno sotto di te per l’aprirsi di un crepaccio. Sia un carbone ardente senza fiamma o una cosa elettrizzata che hai toccato inavvertitamente. Ecco: in reazione sùbita, si afferma una cosa pronta, violenta rapidissima. È la tua “volontà”, la tua “coscienza”, il tuo “io”? No. Non è la tua volontà, la tua coscienza, il tuo io, che giungono solamente dopo, a gesto compiuto. Là erano assenti, scavalcati. Qualcosa di più profondo, di più veloce, di più assoluto di tutto ciò si è fatto palese, si è imposto, ha agito.

                                                   Abraxa, Introduzione alla magia volume I.