Saya no uchi (1)

鞘の内

Saya no uchi: dentro il fodero, è l’abbreviazione di

saya no uchi de katsu 鞘の内で勝つ

oppure

saya no uchi no kachi: 鞘の内の勝ち

vincere con la spada nel fodero; vincere senza sguainare,

che può essere inteso secondo due modalità di vincere:

SENZA estrarre e PRIMA di estrarre.

° vincere SENZA estrarre la spada grazie ad una forte personalità da cui promana un’aura che incute rispetto e timore ma anche pace e rassicurazione, e che sa anche valersi di argomentazioni autorevoli e convincenti atte ad evitare lo scontro. Non soltanto, dunque, per una riconosciuta e temuta abilità tecnica, ma anche e soprattutto per una capacità di creare un’atmosfera pacifica, la qualcosa è di natura prettamente aristocratica e quindi non alla portata di chiunque. A tal proposito molto interessante risulta un proverbio giapponese:

«katana wa nukazaru ni ri ari 刀は抜かざるに利りり, letteralmente “vantaggio/beneficio senza estrarre la spada”. Il proverbio significa risolvere qualcosa evitando la forza non necessaria. Significa anche che qualcosa va bene perché hai lasciato “la tua spada nel fodero”, cioè perché sei stato paziente. Una variante di quest’ultimo contesto è nukanu-tachi no kômyô 抜 か ぬ 太 刀 の 高名 che significa letteralmente “la fama della spada non estratta”».                                                                                             

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Altri detti circa l’evitare l’uso della spada:

– “dirimere le dispute senza sguainare la spada” (nukazu ni sumu);

– “la spada è un tesoro nel suo fodero”.

Ma anche l’educazione al Rei (etichetta) risulta preziosa al vincere senza estrarre la spada mostrando una postura inattaccabile:

«Ho già ricordato come l’etichetta fosse così complessa da raggiungere le raffinatezze più delicate: al punto che parecchie scuole  sorsero e fiorirono per insegnarla. Anche se ciascuna di queste scuole seguiva un metodo diverso, esse erano identiche quanto alla loro essenza, esposta soprattutto nella Ogasawara, la più conosciuta di tutte, che sintetizzava i suoi obiettivi principali nei seguenti termini: “Il fine di ogni etichetta è di coltivare il nostro animo in modo tale che, anche se voi state tranquillamente seduto, nessuno, neanche il più rozzo vagabondo, possa muovere oltraggio alla vostra persona”».

Inazō Nitobe, Bushidō

° vincere PRIMA di estrarre la spada grazie ad un’intuizione della situazione che “sta per accadere”. Quindi ottenere la vittoria prima ancora di combattere. Evidentemente, si tratta di una capacità la cui acquisizione non è facilmente alla portata né, è da sottolineare, con possibilità di sottoporre a verifica in un vero combattimento, al primo o ultimo sangue che sia.

«Sun Tzu espresse proprio questo concetto quando scrisse:

“I guerrieri vittoriosi vincono prima e poi vanno in guerra, mentre i guerrieri sconfitti vanno prima in guerra e poi cercano di vincere”.

Potremmo essere giustificati nel considerarlo come un principio strategico o tattico, in effetti. Tuttavia, nelle arti marziali classiche, tali principi non venivano lasciati come teorie, ma venivano insegnati attraverso tecniche e applicazioni concrete, sebbene spesso quelle in cui anche l’aspetto mentale fosse vitale. Matsuura Seizan, scrivendo all’inizio del XIX secolo, allude a questo nel suo Joseishi Kendan (Considerazioni di Joseishi sulla spada):

“Ti dirò la chiave per imparare questo: il potenziale di estrarre la spada e abbattere l’avversario è presente mentre la spada è ancora inguainata. Anche se intuisci un’opportunità mentre l’avversario si muove, quel taglio è già presente nella spada inguainata”.

Vale a dire, la spada è in funzione anche se è ancora nel fodero».

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