Diario

La parola I-AI 居合 (ite awasu) è contenuta nel motto probabilmente più importante della Spada giapponese:                      Tsune ni ite, kiu
L’AH DELLE COSE, ovvero MONO NO AWARE (si veda anche il capitolo precedente). da: Henri Focillon, Il genio giapponese Dal
物の哀れ Riteniamo che il praticante di Spada, anzi di Sciabola giapponese non possa esimersi dal prendere in considerazione il concetto
L’atteggiamento di spirito e quindi psico-fisico di fondo nello I-ai e nel Seiza-Mokuso ha da essere come quello del portiere
Onoda Hiroo (1922- 2014) L’ultimo samurai sconfitto dell’epoca imperiale nipponica “La nobiltà della sconfitta” di Ivan Morris è un testo
Indispensabile da sapere per il praticante di I-AI  […] nel fisico, esercitarsi (...) praticate pugilato, praticate arti virili, praticate scherma, praticate
Quando riusciamo a guardare con obiettività, dimenticando completamente il nostro “io”, solo allora possiamo, come figure in un dipinto, conservare
Quando si impara ad essere quieti e semplici, privi di tormenti, l’energia ancestrale si conforma spontaneamente a ciò, producendo una
Shugyō: autodisciplina, pratica ascetica, corretto comportamento. Shu 修 (執) condurre se stessi, studio. Gyō 行 pratica, esercizio, comportamento. Riteniamo che
Ki no en 気の円 vuol dire “continuità del ki 気”, cioè dello spirito, dell’attenzione; vuol dire PRESENZA, ossia connessione (setsuzoku
KATSU KAISHU, IL GUERRIERO DISARMATO «Ho l’abitudine di tenere la spada così stretta nel fodero che anche volendo non la
鞘の内 Saya no uchi: dentro il fodero, è l’abbreviazione di saya no uchi de katsu 鞘の内で勝つ oppure saya no uchi