{"id":4055,"date":"2022-04-19T13:30:38","date_gmt":"2022-04-19T12:30:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.taianokai.org\/?p=4055"},"modified":"2023-01-03T12:28:04","modified_gmt":"2023-01-03T11:28:04","slug":"musubidachi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.taianokai.org\/?p=4055","title":{"rendered":"Musubidachi"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"http:\/\/www.taianokai.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/immagine-5.png\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"224\" height=\"232\" src=\"http:\/\/www.taianokai.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/immagine-5.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4056\"\/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h1 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\">\u7d50\u3073\u7acb\u3061<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si prende dal Karate lo spunto per attribuire un possibile, importante significato alla modifica (di circa due o tre anni addietro) della posizione dei piedi in merito a <em>Shomen ni rei<\/em> nello I-AI, che dapprima dovevano essere paralleli e che ora debbono essere uniti per i talloni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Musubi \u7d50\u3073 legare<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">dachi \u7acb\u3061 posizione<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"http:\/\/www.taianokai.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/immagine-6.png\"><img decoding=\"async\" width=\"66\" height=\"65\" src=\"http:\/\/www.taianokai.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/immagine-6.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4057\"\/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al di l\u00e0 dell\u2019indiscutibile bellezza del film <em>Your Name <\/em>(del regista Makoto Shinkai), ad aver colpito la mia attenzione \u00e8 stato un discorso pronunciato dalla nonna del protagonista:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab<em>Musubi<\/em>, questa parola ha un significato profondo. Intrecciare i fili \u00e8 <em>musubi<\/em>, i legami tra le persone sono <em>musubi<\/em>, lo scorrere del tempo \u00e8 <em>musubi<\/em>. Le corde intrecciate che noi creiamo rappresentano il flusso del tempo. Convergono e prendono forza. Si intrecciano e si aggrovigliano. A volte si sciolgono, a volte si spezzano, per poi legarsi nuovamente \u2026 Questo \u00e8 <em>musubi<\/em>, questo \u00e8 il tempo\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Musubi<\/em> \u00e8 un concetto scintoista e rappresenta l\u2019energia che permea l\u2019universo, la quale crea e lega fra loro tutte le cose, siano esse pura materia, animali o spiriti (<em>kami<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo termine mi ha portato a riflettere sul perch\u00e9 la posizione usata nello <em>yoi<\/em> (pronto, l\u2019esser pronti) abbia tale nome.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una spiegazione abbastanza semplice \u00e8 che <em>musubi <\/em>significhi anche \u201cnodo\u201d o \u201cunione\u201d e si riferisca semplicemente ai talloni uniti della posizione. Ma esistono altri termini che indicano l\u2019unione di qualcosa. Possibile che si sia scelto un termine tanto specifico, con un significato cos\u00ec profondo nella religione scintoista, per indicare meramente l\u2019unione dei talloni?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il giapponese, del resto, \u00e8 una lingua molto descrittiva. Molte parole sono formate da ideogrammi che rappresentano il senso letterale del concetto che la parola vuole trasmettere. Ma, al tempo stesso, \u00e8 dotato di parole opposte, dove la metafora prevale nettamente sulla descrizione letterale del concetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi, ci\u00f2 ci lascia con un dubbio. <em>Musubidachi<\/em> \u00e8 davvero riferita ai talloni?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi piace immaginare di no. <em>Musubidachi<\/em> \u00e8 la posizione usata nel momento in cui ci si prepara all\u2019azione. \u00c8 la posizione di partenza, quella che ci lega all\u2019avversario, sia esso reale o immaginario. \u00c8 una posizione dalla quale si pu\u00f2 creare la nostra azione, tramite la quale il nostro destino viene in qualche modo intrecciato con quello della persona che abbiamo di fronte. \u00c8 il primo punto di contatto con l\u2019altro, l\u2019attimo che immediatamente precede uno scambio fra le nostre vite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ovviamente non ho le prove a sostegno di tale tesi. Come gi\u00e0 scritto, il tutto pu\u00f2 essere un volo pindarico alla ricerca di significati profondi l\u00e0 dove non vene sono. Al tempo stesso nessuno ci vieta di dare noi stessi questo significato a tale posizione, perch\u00e9 la parola al suo interno sar\u00e0 comunque l\u00ec a ricordarci che tutto ci\u00f2 che esiste \u00e8 in qualche modo legato; e che non siamo mai solo noi stessi, ma che in ogni nostra azione \u00e8 legata ad altre innumerevoli azioni generate da innumerevoli esistenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Federico Pelliccia &#8211; allievo del Tora Kan Dojo<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"http:\/\/www.taianokai.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/immagine-7.png\"><img decoding=\"async\" width=\"66\" height=\"65\" src=\"http:\/\/www.taianokai.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/immagine-7.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4058\"\/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di solito, la prima parola giapponese che si impara quando inizia un corso di Karate, \u00e8 <em>musubidachi <\/em>[\u2026] <em>Musubi <\/em>\u00e8 un verbo che indica l\u2019atto di <em>unire, <\/em>mentre <em>dachi <\/em>vuol dire posizione. Pertanto una traduzione potrebbe essere <em>posizione unita <\/em>o, per quanto meno elegante, <em>posizione dell\u2019unire<\/em>. Nella mentalit\u00e0 orientale non esiste una vera separazione tra corpo e spirito, quindi questo gesto non descrive solo il fatto che si accostano le gambe&nbsp; e i piedi, ma che ci si predispone all\u2019unione col maestro, con la disciplina, con se stessi (e quindi con l\u2019universo). Pertanto molti (per esempio il maestro Shingo Ohgami) traducono <em>musubidachi<\/em> con <em>posizione dell\u2019attenzione<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La posizione sembra facile. Basta stare in piedi col busto eretto e unire le gambe facendo toccare i talloni per formare una specie di V con i piedi. Per chi ha fatto il militare, \u00e8 un po\u2019 come stare sull\u2019attenti (guarda caso anche qui c\u2019entra l\u2019attenzione). Ma osservando con un po\u2019 di <em>attenzione<\/em> (di nuovo!) ci si accorge che tanto facile non dev\u2019essere. E infatti non lo \u00e8. Capita spesso di trovare le gambe tese, il mento sporgente, la testa lievemente inclinata in avanti (o talvolta indietro, col mento in alto), le braccia e le spalle contratte e talvolta disallineate, il collo affossato e le punte dei piedi aperte a casaccio [\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi vengono le gambe, che non devono mai essere tese, le ginocchia mai bloccate, ma restare impercettibilmente flesse, a sostegno del corpo che, in questo modo, pur fermo, rimane reattivo e pronto al movimento. Le spalle devono essere rilasciate, come le braccia, che cadono naturalmente per la sola forza di gravit\u00e0, lungo i fianchi. Anche le mani sono aperte e rilasciate. Per il tronco, il collo e la testa \u00e8 necessario un discorso a parte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisogna che un filo immaginario passi all\u2019interno della nostra spina dorsale per uscire dalla sommit\u00e0 della testa, come se fossimo una marionetta. Quel filo \u00e8 teso a sufficienza da tenerci su, dritti, senza sollevarci da terra. In questo modo, il mento arretra, il collo si allunga (senza sforzare), le vertebre si distendono e si allineano una a una e il petto esce leggermente in fuori senza che le spalle si contraggano o spingano indietro. Un altro modo per immaginarsela \u00e8 pensare alla posizione chiamata <em>Sorreggere il cielo con la testa<\/em> del Tai Chi Qi Gong. In questa posizione si immagina di dover sorreggere il cielo con la propria testa, avendo i piedi ben fermi sulla terra [\u2026] Per sorreggere il cielo le gambe devono essere un pochino flesse, la schiena e il collo allineati e distesi, il mento arretrato, la testa dritta, anch\u2019essa allineata con collo e spina dorsale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo modo siamo pronti. La nostra attenzione \u00e8 attivata e stimolata. Il corpo rilassato ma reattivo, ricettivo. E la nostra testa tocca il cielo. <em>Musubidachi<\/em>. La posizione unita. La posizione dell\u2019unire il cielo e la terra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Riccardo Rita \u2013 wadowaza.it<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"http:\/\/www.taianokai.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/immagine-8.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"106\" height=\"104\" src=\"http:\/\/www.taianokai.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/immagine-8.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4059\"\/><\/a><\/figure>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u7d50\u3073\u7acb\u3061 Si prende dal Karate lo spunto per attribuire un possibile, importante significato alla modifica (di circa due o tre anni addietro) della posizione dei piedi in merito a Shomen ni rei nello I-AI, che dapprima dovevano essere paralleli e <a href=\"http:\/\/www.taianokai.org\/?p=4055\"> Read more&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-4055","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-bun"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9PV34-13p","jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.taianokai.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4055","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.taianokai.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.taianokai.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.taianokai.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.taianokai.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4055"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.taianokai.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4055\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4201,"href":"http:\/\/www.taianokai.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4055\/revisions\/4201"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.taianokai.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4055"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.taianokai.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4055"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.taianokai.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4055"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}