Tsune ni ite kyū ni awasu

常に居て急に合わす

                                      tsune sempre

                                      ite essere presenti, stare qui

                                      kyū circostanza, emergenza improvvisa

                                      awasu adattarsi

Tsune ni ite, kiū ni awasu rappresenta un concetto tipico dell’Arte della Spada giapponese, probabilmente il più importante. Notando attentamente i kanji, si noterà che quello di ite : essere presenti, e di awasu : adattarsi, altri non sono che quelli da cui è formata la parola

IAI 居合

Di conseguenza, la traduzione della suddetta frase può essere anche intesa come una parafrasi di quello che lo Iai effettivamente è:

essere sempre presenti ed adattarsi all’improvviso.

Da notare che kyū ni tradotto con “all’improvviso” può anche intendersi come “ad ogni circostanza” che più o meno ha lo stesso significato, ma questa seconda interpretazione è maggiormente riconducibile all’originale giapponese di rinki ōhen 臨機応変, precisando che mentre ite awasu concerne un’azione repentina per far fronte ad una situazione venutasi a creare all’improvviso, rinki ôhen è più uno stato mentale per cui analizziamo ciò che sta succedendo e modifichiamo la nostra azione di conseguenza; infatti è un’espressione utilizzata anche nel giapponese moderno, soprattutto in ambito lavorativo.

     Vale la pena di insistere sulla grande importanza di ite : “essere presenti”, cioè esserci, starci, e awasu: adattarsi, adeguarsi.Le parole, però, pur importanti e necessarie per indirizzare la pratica, richiedono una strenua applicazione che può durare molti anni.

«Abbiamo la tendenza a pensare che la vita quotidiana sia diversa dall’attimo decisivo; così, quando arriva il momento di agire, non siamo mai pronti […] “il momento presente è adesso” significa prepararsi costantemente all’imprevisto».

Hagakure

Ossia: come lo specchio riflette fedelmente l’immagine senza nessuna fessura (suki ) e senza confondersi con essa, così il Grande Io è  presente e adeguato ad ogni circostanza senza esserne condizionato.

Vale la pena di soffermarsi sull’importanza della parola suki poiché indica il “punto debole”, cioè la distrazione, quell’assentarsi dalla situazione che viene fulmineamente provocato e occupato dal giudizio della coscienza autoreferenziale, cioè del piccolo io, la cui re-azione destabilizzante impedisce l’inter-azione equilibrata ispirata dal Grande Io.

Senza  tsune ite 常居 essere sempre presenti

è impossibile kyū ni awasu 急合 adattarsi a ogni circostanza

soprattutto se improvvisa.

     La figura qui sopra è molto più interessante di quanto possa apparire a prima vista. Il personaggio a destra mostra chiaramente ite , grazie al quale il suo awasu 急合 è immediato, inter-agente piuttosto che re-agente, la re-azione essendo condizionata dalla fessura (suki) della distrazione. E va da sé che l’esser presenti non solo esclude la recriminazione ma favorisce il sentire intuitivo, cioè quel “cogliere l’attimo” (yomi 予未) che consente, come già visto per lo specchio, l’adattamento inter-agente richiesto dalla circostanza.

ITE è quindi il segreto, che comprende  IMA ora, adesso, in questo momento, e quindi esclude SUKI che impedisce AWASU. 

Restare lì dove si è, essere presenti con la mente-corpo (shinjin 信心) qualunque sia il luogo e la situazione. E interagire.


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