Koshi

Il Koshi corrisponde a senaka ,cioè alla parte bassa della schiena e quindi posteriore del corpo: la parte superiore dell’ideogramma a sinistra, hoku nord, rappresenta due persone viste di profilo, schiena contro schiena, mentre la parte inferiore,tsuki luna, in questo caso significa carne; a destra si trova naka (chu) centro, ciò richiamando il necessario equilibrio psichico-fisico richiesto dall’esercizio dell’arte e che richiede il concorso di Hara.

Dunque, agli effetti di una corretta pratica risulta molto importante la “sinergia” fra Hara e Koshi (Senaka), ovvero tra fronte  e retro:

«Poni in armonia hara e senaka»

 recita uno dei sette principi citati dallo spadaccino Yagyu Reyna (1625-1694).

Koshi presenta due caratteri: asinistra quello che indica la luna, tsuki,ma che qui è usato nel senso di carne, mentre a destra troviamo kaname, che indica il perno [del corpo], il punto essenziale, la chiave che apre lo scrigno (come anche l’impugnatura del ventaglio quale segno dell’esercizio del potere). Il carattere donna, onna, è a sua volta presente come componente del carattere kaname. Non è da escludere che ci sia una relazione tra la luna e i cicli mestruali della donna, ma è fondamentale che si parli del koshi come della parte essenziale, del perno, del centro del nostro corpo e del nostro essere carne.

Fisicamente, il koshi è la regione che comprende posteriormente le cinque vertebre lombari e le cinque sacrali e anteriormente il bacino e la zona pelvica, dunque un insieme di parti che interagiscono tra loro e comprendenti anche lo hara, di segno più spirituale in quanto sede dell’equilibrio umano e sorgente della energia vitale, situato circa 3-4 centimetri sotto l’ombelico. Tutti i nostri movimenti si realizzano grazie a questo punto di ancoraggio naturale, di cui bisogna tenere conto per “non danneggiare il corpo”. Koshi wo ireru letteralmente significa “mettere le anche” ma, più completamente, indica “metterci la zona lombare”.

     «A dire il vero la forza che riempie il koshi deve essere tale da far come se la parte superiore del corpo non esistesse. Dunque la forza di tutto il corpo si raccoglie alla base del tronco come se il corpo verticale venisse su dal centro della terra. Il koshi regge la parte superiore del corpo come una energia protesa verso l’alto». Sato Tsugi, La dottrina della corporeità in Karlfried von Durckheim, HARA – Il centro vitale dell’uomo secondo lo zen.

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