I-AI è quando non c’è tempo per pensare

Nella vita – è esperienza di tutti ancorché inavvertita o sottovalutata – ci sono momenti in cui non c’è tempo per pensare. Momenti in cui un accadimento inatteso può irrompere lasciandoci attoniti. Sono i momenti dell’Imprevisto, di fronte al quale pensiero e tempo sono trascesi, mentre ogni programma e aspettativa vengono obnubilati prima che contraddetti.

L’Imprevisto accade nel momento, momentum essendo sincope (interruzione) di movimentum: la mente si ferma, cioè non pensa più.

L’Imprevisto è una fiammata improvvisa che incenerisce qualsiasi ragionamento, logica, calcolo, ossia qualsiasi costruzione mentale.

L’Imprevisto scuote la mente dal suo abitudinario compiacersi della griglia mentale con la quale si identifica e crede di spiegare e dominare gli eventi.

L’Imprevisto libera la mente dai suoi prodotti e la riconduce alla sua essenza vuota, pura, speculare, immobile, incontaminata e incontaminabile da oggetti di qual si voglia specie e che nel momentum spariscono.

L’Imprevisto esclude ogni intromissione tra il proprio irrompere e la mente. Esso accade con un’istantaneità che sorpassa e sospende la mediazione cogitativa per la quale nella mente non c’è né tempo né spazio.

L’Imprevisto è il Maestro che sorprende la mente (e il corpo) e la riconduce alla sua fonte, esorcizzando lo spirito del dualismo di cui si pasce l’ego: “è così, non è così … questo lo afferro, questo lo respingo … questo mi conviene, questo non mi conviene”, insomma il protervo “è come dico io”.

L’Imprevisto non consente la sequela pensiero-azione ed esige lo I-AI, ovvero l’esserci e l’adeguarsi (ITE e AWASU) nell’immediatezza folgorante del momentum, quindi senza la mediazione del pensiero, in quanto, lo si ripete, con l’irruzione dell’Imprevisto non c’è tempo per pensare.

Soltanto ad imprevisto accaduto la ragione, la logica, il calcolo, la costruzione mentale possono riprendere il loro corso nel tempo e occupare lo spazio della mente onde corrispondere, per quel che è possibile e se è possibile, agli effetti dell’Imprevisto. Ma se per un verso è ragionevole e necessario che sia così, per l’altro verso ecco che il pensiero e il tempo rioccupano e limitano lo spazio della mente, per il più che probabile ritorno dell’ego sul trono, segno che l’Imprevisto, il Maestro, non è stato compreso e … si prepara ad un nuovo intervento.

Perciò la Disciplina è volta a non far affondare la mente (e il corpo) nel pantano del pensiero e del tempo, a farle recuperare stabilmente il puro vuoto, proprio come prescrive il … KARA TE.

“Non esiste nessun tempo e nessun luogo

per pensare qualcosa o fare qualcosa.

Il tempo e il luogo lo creano il pensare e il fare.

Ma siccome il pensare e il fare scorrono via

come granelli di sabbia fra le dita,

se vi sentite vivi pensando e facendo siete fuori strada.

È la mano che conta, non la sabbia che scorre via.

Soltanto la mano resta.

La mano vuota (kara te) è il segreto”.

Dalla biografia di un “moderno” samurai in David Lowry, D. – Autumn Lightning. Shambhala Boston & London (1995).