Garyū no Kamae

L’HEISHŪ JIRINDEN, è un’opera in quattro volumi sullo iai-kenjustsu, scritta dalla seconda generazione Katayama, Hisataka, nel 4° anno dell’era Shōhō (1647).

Heishū significa “scopa logorata”; “essere convinti dell’inestimabile valore di una scopa logorata”, nonostante si venga giudicati ridicoli dall’ambiente circostante, è una frase che rivela l’attitudine della prima generazione Katayama, Hisayasu, nel perseguire Jirin no iai.

Jirin no iai non è uno strumento di conflitto, ma è lo iaiche agisce per il desiderio di pace nel mondo.

dal Vol. 2 – 23:

 «Riporre la katana nella saya e non estrarla. Ciò si chiama Garyū».

[Osamete tsuini hassezu kore wo Garyū to iu].

Indossare una katana è riporla saldamente nella guaina, ben affilata e non utilizzarla fino alla fine; in altre parole, non è imparare ad estrarla facilmente.

La katana è uno strumento impiegato solo per soggiogare l’ingiustizia e non è utilizzata per nient’altro.

Conservare la katana nel fodero (saya) e non estrarla è chiamato “Garyū”.

Conservare la katana nel fodero non usandola significa che il filo della lama riposa, ma lo spirito non è negligente. Garyū è un drago che giace tranquillamente in attesa.

Anche se ci sono nemici, se essi non arrivano ad attaccare, non è necessario sguainare.

La guardia di Garyū è una postura nella quale “mettiamo a dormire” il filo della lama” (lo teniamo verso il basso per non intimidire l’avversario), facciamo salire lo tsuka-gashira sul lato sinistro del petto fino ad unirsi alla mammella.

Nel momento in cui al drago si avvicina il nemico non c’è disattenzione nel collo e nella coda; ciò è paragonabile a non rivelare la propria figura.

(a cura di Yugi Wada, Costantino Brandozzi, Rennis Buchner).

Obiettivo ultimo della pratica è quello di addestrare il combattente a leggere le intenzioni dell’avversario con l’intento di prevenire le sue mosse nel tentativo di evitare che il conflitto si inneschi. In questo infatti risiede l’insegnamento profondo della scuola: 

“Sen no sen wo toru”: agire prima del prima.

Se si “agisce prima del prima” è possibile governare un paese in pace ed armonia, senza che nasca alcun conflitto. Ciò è chiamato “jirin no iai”. (Heishū Jirinden, Vol. 1-2).

Si può dire che in questo concetto sia espressa tutta la Filosofia della Scuola. Si tratta di un pensiero in cui l’Arte Marziale non viene utilizzata per imporre il proprio volere agli altri, bensì per giungere ad una situazione di Armonia, per riportare equilibrio laddove questo sia stato alterato o rotto da un atto di violenza. Il praticante di Katayama Ryū sa bene come utilizzare una katana, ma farà di tutto per non arrivare a doverlo fare. Il nome stesso del nostro Dojo, trasmessoci dal Maestro di Hoki Ryū Kazuhiko Kumai esprime proprio questo concetto.

Garyuan è infatti “la dimora del Drago vigile e tranquillo”. “Garyū è un drago che giace tranquillo ed è l’immagine di chi indossa la katana e la lascia nel fodero, pronta e ben affilata, senza però estrarla finché non è assolutamente necessario” (Heishū Jirinden, Vol. 2 – 23). 

(Garyuan Dojo Roma)

                        Garyū no kamae di Kumai Kazuhico sensei