Keiko shokon

 

RIFLETTERE SUL PASSATO, ILLUMINARE IL PRESENTE

 

Un punto ineludibile, che costituisce un vero e proprio retroterra (haikei), dello I-AI, è indicato dal termine keiko 稽古: pensare l’antico, riflettere sull’antico, considerare e rispettare l’antico, ove “pensare”, “riflettere”, “considerare” e “rispettare” assumono necessariamente il significato di “rivivere”. Propriamente, pertanto, keiko non significa “pratica” o “allenamento”, il cui corrispondente giapponese è renshu 練習 e si riferisce allo sport (il giocatore di basket fa renshu, non fa keiko) bensì pensare e rivivere con rispetto il passato, ciò comportando il non dimenticare che dietro la spada, e quindi dietro a tutto ciò che la riguarda, c’è uno stuolo assai nutrito di persone morte: ovvero gli insegnamenti di cui oggi si può fruire vengono dal passato (ko 古 ), cioè da un tempo in cui l’uso della spada comportava il rischio della vita, sicché di fronte a molti guerrieri vittoriosi stanno molti guerrieri che hanno perso la vita, e si sa che valore hanno i morti nella Cultura e Cultualità giapponese, ciò che, di conseguenza, non può essere disgiunto dalla pratica dello I-AI. In conclusione, il sincero Praticante, sin da quando si prepara vestendo il pulito e ben ordinato abito dell’arte, keiko-gi 稽古着, lo fa con lo spirito del keiko, i cui aspetti funzionali sono una contemplazione del passato: egli pensa e rivive il passato per illuminare (sho 照) il presente (kon 今): keiko shokon 稽古照今.

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